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ANNA E SIMEONE
E' quasi deserto il tempio al mattino,
grande nella sua mole dalle pietre immense.
I bottegai e i ciarlatani sono ancora a letto.
Un falegname e la sua famiglia
viene a presentare a Dio il suo primogenito,
con un'offerta povera di due colombe
e poche sicli d'argento.
Due sole persone aspettano con ansia,
sono lì nella speranza di vederlo arrivare.
A n n a; vecchia rondine,
hai fatto il nido nell'attesa,
in questa maestosa casa senza tegole.
Hai aspettato fra le ombre,
ti sei confusa con queste pietre arrugginite dai secoli.
L'hai riconosciuto tra quelle fasce,
adorandolo ad occhi chiusi
ti sei inebriata di quell'odore di Dio.
Vecchio Simeone;
hai un discorso da pronunciare è tanta voglia di morire.
Da tanti anni le tue valigie sono pronte,
hai salutato gli amici e saldato i tuoi debiti,
sei vissuto per questo.
Fra le tue braccia stanche
ti sembra una libellula il suo peso di creatura.
Adesso sei libero hai fatto la sua volontà,
ti viene concessa la grazia di libertà
la porta ti viene aperta.

