,.

,.

.

.

o

o

1

1

venerdì 11 novembre 2016

31


NOI GIUDA

  • L'agnello, il buon pane, il buon vino 
  • le prime macchie sulla tovaglia.
  • Mangiare insieme è importante, 
  • niente dà coraggio nella vita e allegria contro la morte.

  • Chi spiasse ora da una delle finestre,
  • dove già si appoggia la notte 
  • troverebbe che non c'è luogo sulla terra, 
  • più soave di quel cenacolo.

  • Uno ha la testa appoggiata sul petto del maggiore
  • gli altri parlano tra di loro in armonia, 
  • i ricordi evaporano in quella stanza in festa, 
  • i grilli fuori cantano quella notte di pace.

  • Quest'atmosfera che dà amore ai cuori ansiosi 
  • viene interrotta dal maligno, arriva la sua ora, 
  • l'essere senza ricordi e senza speranza 
  •           fa irruzione in quella compagnia, 
  • sostituisce il suo coraggio 
  • allo sbigottimento del fantoccio Giuda.
  • Con quel coraggio Giuda 
  • ha aperto la porta 
  • e l'ha rinchiusa dietro alle spalle

  • La notte non gli fa paura nè seduzione 
  • i suoi contorni d'uomo sono cancellati dal buio, 
  • è ormai della stessa sostanza della notte.

  • Egli, è stato il travaglio dei nostri incubi, 
  • la sua croce non ha una forma
  • è il peso stesso dell'esistenza.
  • E' il muoversi in noi
  • d'un groviglio brulicante di mostri.