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NOI GIUDA
- L'agnello, il buon pane, il buon vino
- le prime macchie sulla tovaglia.
- Mangiare insieme è importante,
- niente dà coraggio nella vita e allegria contro la morte.
- Chi spiasse ora da una delle finestre,
- dove già si appoggia la notte
- troverebbe che non c'è luogo sulla terra,
- più soave di quel cenacolo.
- Uno ha la testa appoggiata sul petto del maggiore
- gli altri parlano tra di loro in armonia,
- i ricordi evaporano in quella stanza in festa,
- i grilli fuori cantano quella notte di pace.
- Quest'atmosfera che dà amore ai cuori ansiosi
- viene interrotta dal maligno, arriva la sua ora,
- l'essere senza ricordi e senza speranza
- fa irruzione in quella compagnia,
- sostituisce il suo coraggio
- allo sbigottimento del fantoccio Giuda.
- Con quel coraggio Giuda
- ha aperto la porta
- e l'ha rinchiusa dietro alle spalle
- La notte non gli fa paura nè seduzione
- i suoi contorni d'uomo sono cancellati dal buio,
- è ormai della stessa sostanza della notte.
- Egli, è stato il travaglio dei nostri incubi,
- la sua croce non ha una forma
- è il peso stesso dell'esistenza.
- E' il muoversi in noi
- d'un groviglio brulicante di mostri.
