,.

,.

.

.

o

o

1

1

sabato 12 novembre 2016

22


LE SUE PARABOLE

“Son salito fin quassù
nel paese delle sue Parabole”.

Qui si può parlare con tutti i fantasmi del suo parlare,
le trame che ha inventato non per divertirci
ma perché sapendo facessimo la nostra scelta.

Era fatale che ascoltandolo
ci si dimenticasse di mangiare.
Mi aggiro ai margini del paese,
c'è una piccola festa tra le quattro assi di una stalla.
La pecora perduta è stata ritrovata.

Una strada, fra la polvere della campagna, 
un vecchio scende di corsa dalla torre della sua casa, 
ha visto qualcuno arrivare.
Una persona aspettava da tempo. 

Vedo da lontano quell'incontro,
piangendo sono lì abbracciati, 
sono padre e figlio.

Ora mi trovo al centro del paese,
una bella casa con un portone scolpito nel legno.
Davanti all'uscio un mendicante,
malandato nel suo aspetto e con la fame in corpo,
è lì che aspetta la pietà di qualcuno.
Da quella casa ricca nei suoi balconi
escono solo dei cani belli e pasciuti.

E' notte, nella piazza del paese
un’ombra di luce mi si avvicina,
guardarlo non si può, mi parla col cuore.

“ Li hai visti i suoi abitanti ? “

Per loro sono venuto; 
gente incapace, 
pecore scappate dall'ovile, anime rattoppate,
figli viziati che ricattano il padre 
e vanno in giro per il mondo.

Il  seguito continua andando nei post più vecchi............