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IL MIO CAMPO
Ogni sera mi stendo nel mio campo verde,
al mattino mi ritrovo intriso di erbe
senza sapere quale siano quelle buone,
quale quelle velenose.
Se provassi a strapparmi di dosso la gramigna
il mio campo resterebbe radicalmente calvo.
Dove mi siederò Signore ?
"Tu passi e semini;"
..... io non sono nè strada, nè sasso, nè spina,
tu dove butti, butti, ed io dove sono, sono.
Non mi spostare affinché il tuo grano
non vada perduto.
Ho paura degli uccelli e del sole che brucia,
per la mia via intrisa di spine
che soffocano quel po di bene che mi viene da te.
Il buono e il cattivo stelo s’intrecciano in unica pianticella.
“ Lasciateli crescere insieme fino alla mietitura ”.
Tutto è confuso nella mia mente,
sei così paziente che sai aspettare.
Io, uomo nato per caso da carne mal concimata,
hai visto frumento nel mio cuore.
Sento la tua voce ogni anno
per la sterilità del mio fico.
“ Lasciatelo ancora quest’anno ”.
Chissà quante volte ripeterai queste parole,
come un smemorato che fa finta di invecchiare.
