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sabato 12 novembre 2016

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IL CIECO NATO


“Cosa vuoi ? “

Signore;
I miei genitori mi hanno fatto gli occhi,
per non sbattere la testa contro gli alberi
per correre lungo i viottoli e le campagne.

Per ammirare la bellezza di una donna. 
I miei occhi non hanno mai parlato,
nè sono stati mai bagnate da lacrime.
Non hanno mai conosciuto il volto di mia madre. 

E' bastato un po di fango e di saliva.

Il fango; 
la prima cosa che ho visto
mi dicevano che era spregevole a guardarsi,
invece aveva un colore luminoso 
fatto di pagliuzze d'argento.

Mia madre
più bella di come la immaginavo
quando le toccavo la faccia, 
le sentivo qualche ruga,
la gioia della mia guarigione l’ha ringiovanita.

E voi uomini;
mi sembrate alberi che camminano, 
state ritti come loro, cambiate spesso colore
avete foglie, rami e nidi nei capelli,
fate frutti molto amari a mangiarsi.
A guardarvi, mi prende una strana paura.

Povero cieco.
Qui sta il tuo miracolo,
hai ricevuto la vista giusta
quella dei poeti e dei sognatori
degli innamorati e dei pittori.

" A te, non è sfuggita la nostra cecità, di “ vedenti” .