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IL CIECO NATO
“Cosa vuoi ? “
Signore;
I miei genitori mi hanno fatto gli occhi,
per non sbattere la testa contro gli alberi
per correre lungo i viottoli e le campagne.
Per ammirare la bellezza di una donna.
I miei occhi non hanno mai parlato,
nè sono stati mai bagnate da lacrime.
Non hanno mai conosciuto il volto di mia madre.
E' bastato un po di fango e di saliva.
Il fango;
la prima cosa che ho visto
mi dicevano che era spregevole a guardarsi,
invece aveva un colore luminoso
fatto di pagliuzze d'argento.
Mia madre;
più bella di come la immaginavo
quando le toccavo la faccia,
le sentivo qualche ruga,
la gioia della mia guarigione l’ha ringiovanita.
E voi uomini;
mi sembrate alberi che camminano,
state ritti come loro, cambiate spesso colore
avete foglie, rami e nidi nei capelli,
fate frutti molto amari a mangiarsi.
A guardarvi, mi prende una strana paura.
Povero cieco.
Qui sta il tuo miracolo,
hai ricevuto la vista giusta
quella dei poeti e dei sognatori
degli innamorati e dei pittori.
" A te, non è sfuggita la nostra cecità, di “ vedenti” .
