35
IO NICODEMO
Quando non riesco a prendere sonno,
quando il cervello, la sapienza del mio essere
mi pesa nelle tempie più di ogni peccato,
mi alzo è vado da Lui.
Anzi non occorre che mi alzi,
sto supino nel buio a occhi aperti
è lo importuno,
sperando in segreto di confonderlo
farlo ruzzolare nel mio dramma di superstizioso.
E' notte, nessuno ci vede nè ci sente.
Cristo, seduto nella poltrona del mio studio,
mi parla di cose terrene e celesti
che non riesco a capire,
e che in fondo me ne infischio.
Lascia stare queste distinzioni maestro,
parlami di me che non so cosa sono,
so solo, che ho una strana paura di morire.
Esco dalla casa, mi ritrovo nel buio
con la bocca salata
di chi non ha chiuso occhio.
Malgrado tutto mi sento meglio
mortificato ma felice,
sarà perché spunta l'alba
le tenebre vanno via,
le tenebre vanno via,
e viene la luce.
Sembro un'altro uomo
ma sono soltanto io; Nicodemo .
ma sono soltanto io; Nicodemo .
