,.

,.

.

.

o

o

1

1

venerdì 11 novembre 2016

35


IO NICODEMO

Quando non riesco a prendere sonno,
quando il cervello, la sapienza del mio essere 
mi pesa nelle tempie più di ogni peccato, 
mi alzo è vado da Lui.

Anzi non occorre che mi alzi,
sto supino nel buio a occhi aperti 
è lo importuno, 
sperando in segreto di confonderlo
farlo ruzzolare nel mio dramma di superstizioso.

E' notte, nessuno ci vede nè ci sente.

Cristo, seduto nella poltrona del mio studio, 
mi parla di cose terrene e celesti 
che non riesco a capire, 
e che in fondo me ne infischio.

Lascia stare queste distinzioni maestro, 
parlami di me che non so cosa sono,
so solo, che ho una strana paura di morire.

         Esco dalla casa, mi ritrovo nel buio
         con la bocca salata 
        di chi non ha chiuso occhio.

        Malgrado tutto mi sento meglio 
        mortificato ma felice, 
        sarà perché spunta l'alba 
le tenebre vanno via, 
        e viene la luce.
       Sembro un'altro uomo
ma sono soltanto io; Nicodemo .