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venerdì 11 novembre 2016

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GLI INDEMONIATI

           Noi non dormiamo mai, 
          di notte ci sporgiamo sui dirupi
          specchiandoci negli stagni neri delle valli.
          Il nostro corpo è cosi osceno
          che lo nutriamo di gufi presi nelle tane,
          la nostra voce è quella degli sciacalli.

          Di giorno raspiamo nelle tombe
          in cerca di avanzi,
          bevendo l'acqua putrida dei pantani.
Tu sei venuto camuffato da uomo,
ma antica é la nostra dimestichezza 
sopra la vita di queste farfalle umane 
ci giochiamo la loro vita eterna.

Sei venuto a scacciarci è ti obbediamo, 
lasciaci almeno entrare in quei porci
è orribile non avere una casa,
fluttuare così come una nuvola nera 
nel cosmo inospitale.
“ Eccoli quei porci, che volano giù dalla rupe ”.

Satana sceglie la morte,
il sapersi in quel corpo di carne bruta 
quel freddo corpo di animale mal odorante, 
è una vergogna anche per lui.

          Solo in noi uomini trova il rifugio ideale,
il corpo dove poter agire, 
il campo fertile per le proprio azioni.
         Solo noi veniamo accecati 
dalle sue lusinghe fantasiose.  

“ O forse non esiste un mare tanto vasto, 
affinché la mandria umana,  
vi si possa buttare ”.


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