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GLI INDEMONIATI
Noi non dormiamo mai,
di notte ci sporgiamo sui dirupi
specchiandoci negli stagni neri delle valli.
Il nostro corpo è cosi osceno
che lo nutriamo di gufi presi nelle tane,
la nostra voce è quella degli sciacalli.
Di giorno raspiamo nelle tombe
in cerca di avanzi,
bevendo l'acqua putrida dei pantani.
Tu sei venuto camuffato da uomo,
ma antica é la nostra dimestichezza
sopra la vita di queste farfalle umane
ci giochiamo la loro vita eterna.
Sei venuto a scacciarci è ti obbediamo,
lasciaci almeno entrare in quei porci
è orribile non avere una casa,
fluttuare così come una nuvola nera
nel cosmo inospitale.
“ Eccoli quei porci, che volano giù dalla rupe ”.
Satana sceglie la morte,
il sapersi in quel corpo di carne bruta
quel freddo corpo di animale mal odorante,
è una vergogna anche per lui.
Solo in noi uomini trova il rifugio ideale,
il corpo dove poter agire,
il campo fertile per le proprio azioni.

