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venerdì 11 novembre 2016

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IL SUO NASCONDIGLIO

Non lo prenderanno per sempre, stanotte, 
crederanno di strapparlo ai suoi amici 
invece percuoteranno e condanneranno se stessi.

Lui ha già trovato il suo nascondiglio.

Fra il pane della tavola è andato a mescolarsi,
lascia ai suoi un Cristo che nessuno potrà mai scovare.

“ Questo è il mio corpo, dice con tenerezza,

mangiatene tutti ! “

Ma nel calice che alza subito
dopo c'è l'impronta di un altro segno.

“ Questo è il calice del mio sangue “.

Tutti né bevvero, 
nel palato quel vino non aveva più sapore di vino.

La cena è finita, 
come i cibi anche i gesti e i fatti sono consumati. 
Gli dice che non sono servi, 
ma li comanda come servi.

Amici li chiama,
         nessuno ha un amore più grande di colui 
che dà la vita per i suoi amici.

A noi, basta ascoltarlo restando rannicchiati, 
muti, attorno alla tavola.

Parole sciolte dalla sua bocca di uomo crocifisso, 

in una valle dove tutti i cacciatori sono morti.